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Perché decidere di non investire sulla cybersecurity delle reti informatiche è da irresponsabili

  • IVO Team

  • 27.06.19

Conoscete la frase “Data is the new oil” - “I dati sono il nuovo petrolio”?

Dovreste, visto che riassume il contesto sociale, economico e politico che stiamo vivendo.

È stato il settimanale inglese The Economist a spiegare perché gli scontri tra paesi industrializzati saranno sempre più guerre informatiche. E non c’è da stare tranquilli, perché in ballo c’è il buon funzionamento, la sicurezza e l’esistenza stessa di multinazionali e governi e, a cascata, della vita di tutti gli individui. Ma torniamo ai dati sensibili, perché sono così importanti e perché fanno così tanta gola? Un esempio su tutti è Facebook, la piattaforma social che, per anni - secondo quanto ha svelato il New York Times - “ha fornito ad alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo (Amazon, Netflix, Yahoo e Microsoft, per citarne alcune), un accesso più intrusivo ai dati personali degli utenti di quanto non abbia reso pubblico, esentando quei partner commerciali dalle regole sulla privacy”.

Perché? Una parola - monetizzazione.

Nell’era digitale i dati personali sono oro puro, chi li possiede ha una risorsa economica immensa che può muovere le masse.

Spingere all’acquisto di prodotti e influenzare modi di pensare non è mai stato così facile e, l’aspetto buffo, è che le informazioni le inseriamo noi! Accanto ai dati personali che forniamo consapevolmente su diverse piattaforme digitali ci sono quelli che non abbiamo deciso di rendere pubblici e che ci vengono rubati direttamente dai nostri dispositivi: cartelle di foto, documenti, fino alle preziose coordinate bancarie.

La colpa non è solo nostra allora?

No, la “colpa” è da ricercare indietro nel tempo, quando con la democratizzazione della tecnologia - internet esteso a tutti - si è deciso che questa non fosse più appannaggio esclusivo dei nerd, ma anche del taglialegna non istruito dell’Oklahoma, com’era nei sogni di Bill Gates, fondatore di Microsoft. Il risultato è sotto i nostri occhi. L’utilizzo del Pc e di internet è andato via via crescendo, prima in ambito lavorativo, poi domestico, senza che nessuno fosse istruito su eventuali rischi connessi. Come dare in dotazione un’arma senza il libretto d’istruzioni.

D’improvviso i comuni mortali - non esperti informatici - si sono dovuti scontrare con una dura realtà: i propri dati personali in costante pericolo.

Se, in una prima fase, infatti, ad essere sotto attacco dei cyber criminali erano esclusivamente banche, multinazionali ed enti governativi, adesso anche il singolo individuo è diventato un bocconcino prelibato per i pirati informatici. Perché? Perché è conveniente e facile da attaccare. Minimo sforzo, massimo risultato. Scaltri questi hacker, no? La situazione è questa e poco serve lamentarsi e correre ai ripari disattivando account e cancellando contenuti sul web. Internet, come tutto ciò che esiste al mondo, è allo stesso tempo una risorsa e un’arma, come il martello, inventato per piantare chiodi sul muro e diventato in seguito un valido strumento per uccidere. Insomma tutto ha un rovescio della medaglia...

Per sopravvivere ad un’arma ne serve una più potente, quella per proteggere i nostri dati personali è una parolina magica che si chiama cybersecurity, un termine cool per indicare la sicurezza informatica.

Questo problema riguarda tutti, perché tutti siamo connessi alla rete attraverso smartphone, pc, tablet, per non parlare degli oggetti IoT come assistenti vocali, telecamere o frigoriferi - per citarne alcuni - che gestiamo da remoto a colpi di click. A fronte di quanto detto, risulta chiaro che non voler investire nella cybersecurity è da irresponsabili, soprattutto in questo momento che si sta insediando il 5G, la quinta generazione di connettività che vedrà collegati al web oltre 22 milioni di dispositivi, una vera Babele. Immaginate il mondo come un’immensa battaglia navale dove chiunque potrà attaccare e essere attaccato. Davvero vogliamo vedere il nostro conto corrente svuotato, i nostri Pc bloccati da Ransomware e i dati della nostra azienda messi a repentaglio?

In ballo, se ci pensate bene, ci sono le nostre vite. Va da sé che occorre investire da subito risorse economiche e attivare un sistema di protezione inattaccabile in tutti i luoghi dove c’è un Wi-Fi e, non saranno pochi...

Throw money at it”, “Spendiamo i soldi!” - è l’esortazione che gli esperti informatici fanno ai privati e alle aziende per spingerli a investire nella sicurezza delle proprie reti informatiche.

Ed è la stessa esortazione che facciamo noi di Ivolabs che abbiamo sviluppato IVO, un dispositivo che, grazie ad un’app, permette di proteggere la rete internet non solo domestica, ma anche di piccole e medie aziende e delle scuole.

Ivolabs si è focalizzata da tempo sui rischi connessi al web, decidendo di investire risorse nello sviluppo di un ambizioso progetto. Internet deve essere una risorsa e non qualcosa che rovina la vita delle persone, questa è la nostra visione. Il messaggio che vogliamo veicolare è che l’approccio alla sicurezza informatica debba essere semplice, comprensibile a tutti e con costi contenuti. Il nostro sogno è che, in un prossimo futuro, tutti siano consapevoli dei rischi connessi ad una navigazione non sicura e che la protezione della rete diventi una scelta naturale, così come oggi tutti conoscono l’efficacia dei vaccini contro le malattie.

Rendere la cybersecurity, un argomento così tecnico e complesso, alla portata di tutti è stata la nostra sfida più grande.

La soluzione di Ivolabs è un dispositivo smart che, grazie ad un’app intuitiva e di facile lettura, garantisce la cybersecurity della rete della vostra casa, della vostra azienda e della vostra scuola, senza necessariamente essere esperti IT. I nostri designer hanno lavorato sodo per progettare un ecosistema digitale dotato di interfacce dall’aspetto semplice e intuitivo, dove ogni comando seguisse il percorso naturale desiderato dell’utente. Abbiamo trasformato qualcosa di complesso e molto tecnico, in qualcosa di semplice e alla portata di tutti, è stato questo il goal.

La tecnologia semplificherà sempre di più le nostre vite, ma il prezzo da pagare sarà la sicurezza delle reti messa a repentaglio; tutelare i dati personali sarà possibile solo con sistemi efficaci e facili da utilizzare per tutti.

Questo è l’approccio democratico alla tecnologia che vogliamo spingere.